Le effemeridi

Le effemeridi

14,00 €

Il passaggio dall’inverno alla primavera non è mai stato così promettente.

È il crepuscolo dell’umanità, l’apocalisse. Il governo britannico si è deciso a diffondere un annuncio dai contorni fumosi che lascia irrisolti gli interrogativi sul perché e sul come, ma stabilisce precisamente il quando: il 21 marzo sarà l’ultimo giorno di vita di ogni uomo.
La consapevolezza della fine è un sasso scuro che affonda lentamente nella coscienza di ciascuno.
Provoca ondate di paura che a mano a mano si allargano e devastano i territori tranquilli della quotidianità di Sophie e della sua maternità, ma in Simon produce al contrario un esaltante senso di vittoria sulla malattia, che non potrà più sottrargli la vita, mentre Tara sperimenta l’azzardo della costruzione di una sopravvivenza all’umanità, sebbene in una maniera tutta artificiale.
Un romanzo, questo, che affronta coraggiosamente l’unico evento che possa riguardare tutti indistintamente, attraverso la strada di una narrazione delle intimità, dei sentimenti appena affioranti, che percorrono e mettono in tensione le enormi nervature dei mondi interiori.

Il più affascinante romanzo sulla fine del mondo.
Amélie Nothomb

Traduzione di Monica Capuani
Pag. 160 – Formato: 15 × 21
Confezione: brossura
Pubblicazione: febbraio 2013
ISBN: 978-88-97462-34-7

Leggi le prime pagine del libro.

Autori

Stéphanie Hochet

Nasce nel 1975 a Parigi. A ventisei anni pubblica il suo primo romanzo, a cui ne seguono altri sette, pubblicati dalle più importanti case editrici francesi (Laffont, Stock, Fayard, Flammarion). Nel 2009 riceve il premio Lilas e nel 2010 il premio Thyde Monnier de la Société des Gens de Lettres. “Le effemeridi”, pubblicato da Éditions Rivages nel 2012, è il suo primo romanzo tradotto in italiano. Cura una rubrica per «Magazines des Livres», scrive sul giornale culturale online «BSC News» e su «Le Jeudi» di Lussemburgo, e collabora con «Libération».

Rassegna Stampa

  1. Il suo campo di ricerca è la psiche umana: le reazioni dell’individuo e l’andamento delle relazioni nell’ambito di un irripetibile test.

    Giovanna Repetto, «Il Paradiso degli Orchi» (leggi tutto)

  2. L’autrice sceglie una voce intima per esplorare i loro sentimenti, per scandagliare il complesso mondo interiore di uomini e donne.

    Marco Parigi, «Mangialibri» (leggi tutto)

  3. Un romanzo oscuro e luminoso allo stesso tempo, spietato e tenero, angosciante e liberatorio.

    Maria Gerace, «Excursus» (leggi tutto)

  4. Questo romanzo sorprenderà il lettore.

    Emanuela Pugliese, «Bottega Scriptamanent» (leggi tutto)

  5. Lo stile della Hochet è musicale ma essenziale, ti porta dentro la storia con la maestria degli scrittori più esperti non lasciando niente al caso.

    Roberto Sturm, «Carmilla» (leggi tutto)

  6. “Le effemeridi” in 25 parole.

    Antonio D’Orrico, «Sette – Corriere della Sera» (leggi tutto)

  7. Una parentesi pre-apocalittica farcita da una straripante creatività e da una scrittura pressoché perfetta.

    Iacopo Accinni, «Flanerì» (leggi tutto)

  8. Un romanzo svelto e molto orwelliano dalle atmosfere ovviamente cupe, nelle cui spirali d’angoscia è facile lasciarsi cadere.

    Emilio Marrese, «Cult – La Repubblica» (leggi tutto)

  9. Stéphanie Hochet esplora emozioni violente.

    Paola Assante, «PUB Magazine» (leggi tutto)

  10. Hochet segue le sue creature con grande delicatezza, come l’ombra che dispiega le sfumature secondo I’intensità della luce.

    Elio Grasso, «Pulp Libri» (leggi tutto)

  11. Uno sguardo attento al rapporto tra corpo, arte e malattia.

    Alberto Sebastiani, «C@ffè Letterario.Bo – La Repubblica» (leggi tutto)

  12. Stéphanie Hochet mette insieme i dettagli più inconfessabili dello spirito alle pulsioni più felici dell’amore.

    Paolo Melissi, «Satisfiction» (leggi tutto)

  13. Intervista a Stéphanie Hochet.

    Claudio Morandini, «Letteratitudine News» (leggi tutto)

  14. Stéphanie Hochet gioca con la varietà dei registri, imita le voci con i loro automatismi, compone una brillante polifonia di soliloqui che, alternandosi e sovrapponendosi, formano un’armonia molto contemporanea.

    Claudio Morandini, «Letteratitudine News» (leggi tutto)

  15. Storie alla fine del mondo.

    «La Nuova Sardegna» (leggi tutto)

  16. Un quieto romanzo […] sulla fine dell’umanità e delle altre forme di vita.

    Gabriele Dadati, «Ho un libro in testa – Glamour» (leggi tutto)