La forza dell’ordine

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Antropologia della polizia nelle periferie urbane.

Spesso, negli ultimi anni, le periferie delle metropoli occidentali sono state il teatro di scontri tra le forze di polizia e gli abitanti, per lo più giovani di origini straniere. Nel 2005 è stato il turno delle maggiori città francesi.
Didier Fassin, con un’etnografia incentrata su un corpo “speciale” di polizia dell’area urbana di Parigi, ci dà un resoconto illuminante del fenomeno. Ne descrive la quotidianità fatta d’inattività e di noia, ma mostra anche la costante ricorrenza di umiliazioni, violenze e discriminazioni nei confronti delle minoranze etniche e degli immigrati. L’analisi ci svela come, in un contesto di crescenti disparità e tensioni razziali, lo Stato tenda ad agire per rafforzare l’ordine sociale vigente piuttosto che per difendere l’ordine pubblico.

Le realtà di cui do conto fanno parte di quelle verità che – come scriveva Michel Foucault poco prima di morire – bisogna assumersi il rischio di dire, ma che bisogna anche avere il coraggio di ascoltare.”

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Traduzione e cura di Lorenzo Alunni
Pag. 352 – Formato: 15,5 × 23
Confezione: brossura
Pubblicazione: novembre 2013
Ristampa: marzo 2016
ISBN: 978-88-97462-35-4

Leggi le prime pagine del libro.

Recensioni

  1. Valutato da Martina Prati su 24/02/2017 :

    Nessi di continuità tra passato e presente traspaiono in maniera piuttosto evidente dallo studio che Didier Fassin, sociologo e antropologo di fama riconosciuta, ha condotto sulla polizia francese addetta alla tutela dell’ordine pubblico nei cosiddetti quartieri sensibili delle periferie parigine (Zus, Zones urbaines sensibles), in cui i rapporti tra popolazione e forze dell’ordine si basano su controlli sempre più frequenti dei documenti di identità per passare, eventualmente, ad accuse di oltraggio e resistenza, fermi, arresti, interrogatori umilianti e degradanti in virtù dell’esercizio di una violenza legittima.
    Marica Tolomelli «la rivista Il Mulino» (leggi tutto)

  2. Valutato da Martina Prati su 09/06/2016 :

    Dalle autorità pubbliche la gente vuole che garantiscano la sicurezza. Questo vale per tutte le classi sociali e soprattutto per alcuni gruppi svantaggiati che sono particolarmente minacciati dal crimine. D’altra parte, la polizia, a cui lo Stato delega l’esercizio di una
    “violenza legittima”, applica tale violenza in modo non uniforme. Questo finisce per creare maggior disordine anziché risolvere i problemi.

    Giulio Brotti «L’Eco di Bergamo» (leggi tutto)

  3. Valutato da Martina Prati su 16/10/2015 :

    Fassin ha condotto un’osservazione etnografica di lungo corso su una squadra anticrimine attiva nelle periferie urbane dell’area di Parigi, raccontando la quotidianità di discriminazione e la violenza del rapporto fra quegli agenti in borghese e gli abitanti di quelle zone. Ma la portata de “La forza dell’ordine. Antropologia della polizia nelle periferie urbane” (Edizioni La Linea) non si limita al solo caso francese: i comportamenti dei loro corpi di polizia riflettono e mettono in gioco i fondamenti stessi e la natura profonda delle democrazie.
    Ecco perché l’edizione italiana de “La forza dell’ordine” si vuole non solo sguardo su una situazione altra, ma contributo a una riflessione pubblica che, anche in Italia, tarda ad arrivare.
    Estratti dal libro.

    «Il lavoro culturale» (leggi tutto)

  4. Valutato da Martina Prati su 01/10/2015 :

    La ricerca di Fassin è persuasiva e dettagliata nel mostrare all’opera, sul campo, le politiche securitarie, generatrici di una violenza simbolica quotidiana nei confronti delle classi subalterne delle periferie. Spinta dall’ideologia e dalle contraddizioni che ne discendono, la polizia si trasforma in “forza dell’ordine”: strumento disciplinare per tenere sotto controllo gli abitanti delle banlieus, difensori – violenti – dell’ordine sociale classista e discriminante, più che dell’ordine pubblico. Ancora una volta, Fassin dimostra di maneggiare perfettamente l’etnografia come strumento di critica e di denuncia, riuscendo inoltre, in questo libro, a unire i pregi narrativi dell’inchiesta alla ricchezza dell’analisi dei discorsi ideologici.

    Carlo Capello «Etnografia e ricerca qualitativa» n°3, settembre-dicembre 2014 (leggi tutto)

  5. Valutato da Martina Prati su 07/09/2015 :

    Questo libro rappresenta in fondo un inquietante paradosso. In modo acuto, critico e brillante ha mostrato, spiegato e demistificato un mondo solitamente tenuto nascosto o rappresentato in maniera ideologica.

    Alessandro Deiana «ANUAC – Rivista dell’Associazione Nazionale Universitaria degli Antropologi Culturali» n°1, 2015 (leggi tutto)

  6. Valutato da Martina Prati su 07/09/2015 :

    Su quest’ultimo tema è stato appena ripubblicato (con un’importante postfazione teorica) lo studio di Didier Fassin, ormai diventato un piccolo classico, che descrive con un’osservazione sul campo le pratiche attraverso le quali contro un’antropologia del giovane deviante si viene a costruire un’antropologia identitaria chiusa, omertosa e manichea al tempo stesso, delle brigate anti-criminalità di quartiere, che ha l’effetto di produrre quell’alterità che intenderebbe reprimere (fino alla sua speculare riproduzione nelle derive identitarie jihadiste).

    Girolamo De Michele «L’Indice dei libri del mese» marzo 2015 (leggi tutto)

  7. Valutato da marco su 18/01/2014 :

    Estratto dal prologo.

    «Minima & Moralia» (leggi tutto)

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